ANNO 16 n° 197
Viterbo, l’ultimo saluto a Ivana Garbujo
Amici e sostenitori dell’Afesopsit ricordano la moglie di Vito Ferrante e chiedono vicinanza concreta per continuare il cammino di solidarietà avviato dalla famiglia
15/07/2026 - 16:47

VITERBO - “Nella chiesa di Sant'Andrea e poi al cimitero monumentale di Viterbo la mattina del 14 luglio 2026 i familiari e gli amici hanno dato l'ultimo saluto ad Ivana Garbujo, sposa amatissima di Vito Ferrante, deceduta il 12 luglio a poche settimane dalla morte improvvisa, lo scorso aprile, della figlia Vittoria prima e del marito Vito poi”.

“Nell'arco di poche settimane questa generosa famiglia è stata colpita tre volte dal più grande dei dolori, la perdita di una persona amata”.

“Le persone amiche della famiglia esprimono la loro vicinanza ad Antonella, ad Antonio, a Claudia, a Francesco, a Filippo e a Vania, a tutti i familiari ed anche a tutte le persone partecipi dell'esperienza dell’Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia' (in sigla: Afesopsit) che sono anch'esse parte integrante della famiglia di Ivana e di Vito, tutte e tutti straziati dal dolore per questo triplice lutto”.

“Come persone amiche della famiglia e dell'Afesopsit un pensiero ancora vogliamo aggiungere a quelli così profondi e luminosi espressi nell'omelia e poi nel saluto di Antonella - a nome dei figli, dei nipoti e di tutti i familiari - all'amatissima mamma”.

“Ed il nostro pensiero è questo: che aver conosciuto ed amato questa famiglia e queste persone è stato un dono prezioso e frugifero, un dono che rechiamo nel cuore insieme al vivo sentimento di un'inestinguibile gratitudine”.

“Confidiamo che le innumerevoli persone che nelle scorse settimane, in occasione delle esequie di Vittoria e di Vito, e poi delle ulteriori commemorazioni di Vito, si sono dichiarate appassionatamente amiche di questa generosa grande famiglia, comprensiva dell'associazione da Vito fondata, sappiano ora dimostrarlo con una effettiva vicinanza alle persone che di essa restano”.

“Quell'amicizia tanto appassionatamente dichiarata non può essere un fuoco di paglia: l'esperienza associativa solidale e costruttrice di bene e di pace da questa famiglia creata deve proseguire nel cammino con la vicinanza e il sostegno di quanti sono stati toccati nell'animo dall'esempio e dall'appello di Ivana, di Vito, di Vittoria, e di quanti di questa grande generosa famiglia restano, pur col peso di tanti lutti cosi' dolorosi, a continuare ad essere portatrici e portatori della bontà che riconosce e sostiene, che conforta e risana, che libera e salva. Alcune amiche ed alcuni amici di Vittoria, di Vito, di Ivana, della famiglia tutta e quindi dell''Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia'






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